…Nino D’Angelo sbanca il San Paolo…

…un grandissimo successo per Nino D’Angelo il concerto di ieri sera allo stadio San Paolo…

In un San Paolo vestito a festa per i 60 anni (da questo il titolo 6.0) di uno degl’ultimi grande della musica napoletana, Nino D’Angelo, padrone di casa, si è esibito per il “popolo delle sue canzoni”, con tanti amici, e tutti i suoi fan che hanno affollato gli spalti della “sua” Curva B…

A presentare il concerto c’è Gianni Simioli, Lino Banfi, Massino Ranieri, Peppino Di Capri, Cristina Donadio inviano i loro video-messaggi di auguri all’ex caschetto biondo della canzone napoletana e poi eccolo sul palco montato davanti alla sua Curva B, sfodera un vestito con giacca bianca, panciotto grigio, pantaloni neri, esordisce dicendo, “Con questo caldo, il vestito l’ho messo solo per voi”, rivolgendosi ai fan.

«Grazie popolo delle mie canzoni, grazie Napoli, grazie stadio che mi ha visto bambino»: così ha inizio la festa e in cielo volano tanti palloni azzurri, si parte con “21:30” e poi di seguito, “‘O schiavo e ‘o re”, tra i tanti striscioni: “Jammo ja core pazzo”, e un “Sempe cu te Nino”.

Nel “tempio” di tutti i tifosi napoletani, la musica va a braccetto con il tifo, e non potrebbe essere altrimenti, così l’artista recita a memoria la formazione del Napoli di Altafini, “un Napoli che perdeva sempre, ora basta un rinforzo e l’anno prossimo scassiamo tutto”, e via con le canzoni dell’era del caschetto biondo e dei film, come “Batticuore”, e “Fotoromanzo”.

«E’ la volta di “Brava gente” con Franco Ricciardi, che indossa la maglia del Napoli, e Luchè, che rappa “Into ‘o rione”, canzone dell’era Co’Sang, poi sale sul palco Sal Da Vinci per il duetto di “Voglio penza’ a te”.

Momento amarcord con “Sotto ‘e stelle”, “Pe me tu si” e “Maledetto treno”, mentre sul maxischermo passano le immagini dei film degl’anni 80’. Poi è la volta dei rapper, “Jesce sole”, con i tamburi di Giovanni Imparato, Rocco Hunt spara il flow di “Nu juorno buono”, mentre Clementino, anche lui con la maglietta del Napoli, quello di “‘O vient” e “Cos cos cos”, e Daniele Sanzone di A67.

Quindi è la volta di “Bella” con Gigi Finizio, “E io te credo” con Enzo Gragnaniello e James Senese con il suo immancabile sax, e di Brunella Selo, voce femminile originale di “Senza giacca e cravatta”.

Si passa poi all’amatissima “Nu jeans e ‘na maglietta”, fino all’ingresso di Fortunato Cerlino, don Pietro Savastano di Gomorra, che presta la voce al duetto di “‘A storia ‘e nisciuno”, che commuove tutti dichiarando “Quest’uomo ha ispirato la parte migliore della mia giovinezza. In anni difficili è stato un faro, non solo per me”.

Si passa poi, a Maria Nazionale per “Lolita” e “Jamme ja”, per poi passare a “Popcorn e patatine”.

Poi il finale con “Vai” e “Il cammino dell’amore”, poi il gran finale con “Marì”, con il ritorno di Giovanni Imparato, “Nu napulitano”con Raiz e, naturalmente, non poteva mancare “Napoli Napoli”, l’inno calcistico diventato anche l’inno della città, sulla canzone “Nu napulitano” l’artista elenca i grandi napoletani, dalla Serao a Scarlatti, da Merola a Eduardo, da Giancarlo Siani a Benedetto Croce, da Totò a Troisi finendo con il compianto Pino Daniele, e tutto lo stadio urla “Pino Pino Pino” così D’Angelo intona “Napule è”.

“Il popolo napoletano se è unito vince, è capace di miracoli. Io sono un miracolo di questo popolo, sono la vittoria di chi non conta” urla Nino dal palco del San Paolo.

Due curiosità: presente sotto il palco in prima fila il “El Nino Nero”, il sosia di colore con il caschetto biondo, questo concerto diventerà un dvd grazie, al figlio di Nino D’Angelo, Toni, che ha curato la regia dell’intero evento.
 
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